Kolo Muani è il calcio, super Di Gregorio! Male Conceicao nonostante il gol: le pagelle della Juventus dopo l'Inter
- SCADUTO ANTONIO
- 17 feb 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Di seguito, i voti:
DI GREGORIO 7
La parata su Dumfries rimarrà impressa nella memoria: un momento da custodire con piacere. È la prova della sua straordinaria abilità tra i pali, ma anche della forza e determinazione che ha messo nel gesto. Nel primo tempo, è stato altrettanto decisivo con un intervento miracoloso su Taremi, dimostrando una reattività fuori dal comune.
WEAH 5
La sua prestazione si riassume in quel tentativo a inizio ripresa: un dribbling, una finta, poi un cambio di direzione e… il pallone sparisce. Un'azione confusa, dove si alternano lampi di qualità a momenti di smarrimento. Per ogni intuizione buona, ce ne sono quattro o cinque che non vanno a buon fine. Ci mette impegno, senza dubbio, ma troppo spesso si scontra con i propri limiti.
GATTI 7-
Fermare Lautaro e i suoi compagni, contenerli con determinazione e rispondere a un primo tempo in cui la squadra è sembrata ben al di sotto delle aspettative: missione compiuta. Non con un punteggio perfetto, ma con una solida dimostrazione di forza. La vera questione per la Juve, però, non risiede in questo.
RENATO VEIGA 6
Sa farsi punto di riferimento nell'impostazione, ma quando si tratta di reagire alle minacce, è ancora in fase di crescita. Pur mostrando qualche passo avanti, l'impressione che lascia è quella di una certa insicurezza. Una prestazione nella media, che per chi è alle prime esperienze con la maglia della Juve, resta comunque accettabile.
SAVONA 5-
Contro Dumfries è un confronto impari. C’è un avversario che sembra imprendibile, e dall’altra parte Nicolò, visibilmente acciaccato, sempre in difficoltà e incapace di tenergli testa. Qualche tentativo di contenimento riesce, ma è davvero poca cosa. (dal 59' CAMBIASO 6: rientra in campo e subito si fa sentire, offrendo un contributo prezioso in impostazione, abbassandosi e allargandosi quando necessario. Rispetto a quanto visto negli ultimi due mesi, oggi ha fatto molto meglio, mostrando un’evidente crescita nel suo ruolo. Non è solo stato utile, ma ha portato una qualità che ha fatto la differenza.
THURAM 7
Parlando di secondo tempo e di come alzare il ritmo, Khephren non solo alza il volume del gioco, ma innesta anche la marcia del coraggio, quella che gli consente di scatenare due potenti scorribande che spezzano in due la partita. La sua presenza in campo diventa fondamentale, trascinando la squadra e imponendo il suo ritmo. (dal 76' LOCATELLI 6: entra con l’obiettivo di dare ordine, e lo fa con discrezione.)
KOOPMEINERS 6
Per la prima volta, una prestazione sufficiente da parte di Koopmeiners, a nostro avviso. Dumfries gli nega la gioia di un gol che, pur non meritato in modo netto, avrebbe potuto dare una svolta alla sua stagione. Avrà sicuramente il tempo per rifarsi e per cercare una maggiore continuità. Anche stasera, però, a tratti è sembrato celarsi nell'involucro tattico che Inzaghi gli ha cucito addosso: una posizione che richiamava quella di Mkhitaryan, ma che non gli ha permesso di esprimersi al meglio.
MCKENNIE 5
L'uomo in meno, e si vede. Weston prova a prendersi la responsabilità del raccordo tra centrocampo e attacco, ma senza mai riuscire a far girare la palla o coinvolgere i compagni. Una versione sottotono, non tanto per la fatica fisica – che non manca – ma per come affronta ogni corsa. Troppo spesso, il suo contributo è apparso confuso e poco incisivo.
CONCEICAO 5
5 solo per il gol, che in realtà è merito più di Kolo Muani che suo. Per il resto, una prestazione deludente: mai in partita, sembra sempre fare la scelta sbagliata. La palla più importante finisce sul suo mancino e fortunatamente finisce in rete, ma non basta a giustificare la sua performance.
KOLO MUANI 7
Non mancano un paio di errori grossolani, soprattutto in contropiedi che avrebbero potuto chiudere la partita prima del previsto. Ma poi arriva il momento di classe: una ruleta in area, la palla che danza e arriva a Conceição, che firma l'azione con un tocco da grande giocatore. Un lampo di genio che cancella i passi falsi e lascia il segno in modo indelebile.
NICO GONZALEZ 4,5
Primo e ultimo a lottare, con il cuore dei forti, e con due giocate di fisico, coraggio e carattere. Ma gli errori sono stati troppi. L'impegno va elogiato, ma non basta a giustificare una prestazione piena di imprecisioni. Nonostante qualche scatto di orgoglio, non ha mai trovato la continuità necessaria per dare un vero contributo alla squadra. Poca sostanza, troppi passi falsi.
ALL. THIAGO MOTTA 6,5
Il cambiamento radicale nel secondo tempo è frutto di una mossa, non tanto tattica quanto psicologica. La brutta Juve che aveva paura della propria ombra si è trasformata in una squadra che ha azzannato i campioni d'Italia. Un'inversione di marcia notevole. Ora, però, bisogna cercare continuità e non limitarsi a questo scatto di orgoglio.



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