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18 febbraio 2025: una giornata umiliante per il calcio italiano

  • Immagine del redattore: SCADUTO ANTONIO
    SCADUTO ANTONIO
  • 19 feb 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il 18 febbraio 2025 passerà alla storia come una delle giornate più umilianti per il calcio italiano. Milan e Atalanta, entrambe eliminate in maniera imbarazzante da Feyenoord e Club Brugge, hanno contribuito ad affondare ulteriormente l’immagine di un calcio che sembra non saper più competere a livello europeo. Una doppia eliminazione che non lascia scuse e che mette a nudo tutte le contraddizioni e le debolezze di un sistema che, negli ultimi anni, ha perso ogni ambizione.



Partiamo dal Milan, una squadra che ha saputo illudere i suoi tifosi per 1 minuto, con il gol di Gimenez, prima di crollare in modo clamoroso. Il vantaggio iniziale, lungi dall'essere un segno di forza, è stato solo un’illusione passeggera, amplificata dall’incredibile leggerezza di Theo Hernandez. Due cartellini gialli in un colpo solo, e il Milan si è ritrovato in dieci, perdendo ogni forma di equilibrio. In campo, non c'era alcuna organizzazione, nessuna reazione alla difficoltà. Il rosso di Hernandez è stato il simbolo di una squadra incapace di gestire la pressione e di difendere la propria qualificazione. Il gol di Carranza ha sigillato una notte tragica, e il Milan ha chiuso la sua avventura europea con una vergogna che dovrà essere digerita in fretta per non compromettere anche il campionato. La verità è che il Milan, nonostante le dichiarazioni di grande ambizione, è una squadra che non ha né carattere né qualità per competere ai massimi livelli in Europa. Il suo fallimento è un segno inequivocabile di un progetto tecnico che non ha né testa né anima.


Eppure, il Milan non è stato l’unico grande delusione. L’Atalanta, che ormai da anni si era costruita una reputazione in Europa, è stata ridicolizzata da un Club Brugge che, all’apparenza, non avrebbe dovuto rappresentare un ostacolo insormontabile. Invece, i bergamaschi sono stati schiacciati da una squadra nettamente inferiore. Un 3-0 nel primo tempo che non ammette repliche, un crollo totale che non ha visto alcuna reazione se non un goffo tentativo nel secondo tempo. Gasperini, che ha sempre vantato il suo calcio propositivo, ha dovuto fare i conti con una squadra in totale confusione, incapace di reagire nemmeno quando Lookman ha avuto la chance di rimettere in piedi la partita. Il rigore parato da Mignolet ha sancito definitivamente la fine di un sogno. L’Atalanta è finita, è chiaro. La squadra che aveva affascinato l’Europa per il suo gioco offensivo ora sembra solo una squadra stanca, priva di idee e di mordente. La realtà è che i sogni europei della Dea si sono infranti contro la dura realtà di una squadra che, a distanza di anni, non ha fatto un passo in avanti.



Le eliminazioni di Milan e Atalanta non sono solo un colpo per le due squadre, ma rappresentano una sconfitta per tutto il calcio italiano. Con queste uscite, il nostro paese rischia seriamente di perdere il quinto posto in UEFA, un traguardo che sembrava acquisito ma che oggi appare sempre più lontano. La Serie A, già superata dalla Liga nella lotta per il ranking, sembra aver perso ogni credibilità internazionale. La realtà è che il nostro calcio, con queste figuracce, non può più aspirare a essere competitivo in Europa. Le speranze di mantenere un posto fisso in Champions League sono ridotte al lumicino, e non sarà certo l’Inter o la Juventus a risollevare una situazione che ormai sembra irrimediabile.



Ora l’Italia si affida alle ultime speranze: Inter e Juventus. Ma anche queste due squadre, seppur più attrezzate, non possono mascherare i limiti di un intero movimento calcistico che fatica a competere. La Juventus è costretta a difendere un risicato 2-1 contro il PSV, mentre l’Inter si prepara a sfidare proprio i bianconeri in un derby che rischia di tramutarsi in una catastrofe per entrambe le squadre. Un’altra eliminazione pesante potrebbe segnare la fine di ogni ambizione per la Serie A, e con un ranking che continua a scendere, la nostra presenza tra le big d’Europa diventa sempre più incerta. La verità è che anche le migliori italiane, al netto di qualche talento, non sono in grado di competere con le altre potenze europee, e il futuro del calcio italiano appare sempre più fosco.



Il calcio italiano è in un impasse totale. La doppia eliminazione di Milan e Atalanta è solo la punta dell’iceberg di un sistema che sta affondando. Le nostre squadre, da anni incapaci di crescere e di fare il salto di qualità, sono ormai solo spettatrici delle sfide che contano. La Serie A è in caduta libera e se non si agisce con urgenza per cambiare questo corso, l’Italia rischia di diventare un paese calcistico di seconda categoria. Se non ci sarà un'inversione di tendenza radicale, il nostro calcio rimarrà destinato all'ombra delle grandi leghe europee. Il tempo per reagire sta per scadere.



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